Oggi ho visto in TV un interessante film con l'attore-regista comico Antonio Albanese, dal titolo "Qualunquemente".
La trama è più o meno questa. I soliti poteri forti designano come sindaco di un paese della Calabria Cetto Laqualunque, stravagante e zotico personaggio dal passato discutibile, dai modo rozzi, che gestisce uno stabilimento balneare abusivo e conduce una bizzarra campagna elettorale, coronata alla fine da successo.
Il film vuole essere la caricatura di certi politici e di un certo modo di far politica, ma soffre di un grave handicap: è stato scritto quattro anni fa, quando certe situazioni erano ancora paradossali. Poi, però, la realtà ha superato la fantasia e la trama del film si è trasformata da paradosso a semplice cronaca dell'esistente.
Mi hanno colpito, in particolare, gli stravaganti comizi elettorali di Cetto, nei quali erano raccontate un sacco di fandonie e si concludevano inevitabilmente con la promessa che più scaldava il cuore degli elettori: più pilu per tutti!.
In una pausa del film ho colto, tra un canale e l'altro, l'affermazione di un noto professore bocconiano prestato alla politica. Egli sosteneva che la liberalizzazione degli ordini professionali avrebbe aumentati il PIL dell'11 per cento ed incremetato i salari del 18 per cento.
Mi sono chiesto come sia possibile una cosa del genere: i professionisti producono già l'11 per cento del PIL, forse non sono contabilizzati e con le liberalizzazioni sarebbe contabilizzati come imprese. Oppure sarebbero tutti assunti delle grandi imprese con uno stipendio un poco più alto del minimo e la media dei salari aumenterebbe.
Mah.....credo che l'interpretazione sia più semplice: il lupo perde il pelo ma non il vizio, inevitabilmente, inesorabilmente.......qualunquemente.
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