domenica 22 gennaio 2012

IL DIKAIOS LOGOS

Il commediografo greco Aristofane scrisse, nel 423 a.C., la commedia "Le nuvole", nella quale narra le vicende di Fidippide, giovane ateniese rovinato dalle scommesse sui cavalli (all'epoca le banche non c'erano ed erano le scommesse la maggior fonte di guai finanziari).
Egli deve trovare il modo di non pagare i propri debiti e suo padre Strepsiade lo convince a recarsi nel pensatoio dei saggi spiriti, dove Socrate, con l'allievo Cherefonte, gli insegneranno: "tutti e due i discorsi, quello più forte, comunque sia, ed il più debole. Di questi due discorsi il più debole, dicono, a furia di chiacchiere vince anche le cause perse. Se tu mi impari questo discorso, quello ingiusto - spiega Strepsiade - tutti i debiti che oggi ho per causa tua, non torno un centesimo a nessuno".
Nella commedia l'autore vuole essere fortemente critico nei confronti dei sofisti, filosofi del tempo che utilizzavano il meccanismo della contrapposizione dialettica tra il discorso giusto - il dikaios logos, appunto - che rappresenta e sostiene i valori tradizionali della società ateniese ed il discorso ingiusto - in greco l'adikos logos - che si impone non per la sua aderenza alla verità, ma solo in forza della propria coerenza interna e della propria astratta capacità persuasiva.
Fidippide impara il discorso ingiusto, lo fa prevalere su quello giusto (l'obbligo di pagare i debiti), ne esce vincitore e non paga.
Immaginiamo una tecnica del genere, duemilacinquecento anni dopo, in mano a gente che ha a disposizione i moderni mezzi di comunicazione e di persuasione di massa; possiamo facilmente immaginare come il discorso ingiusto si imponga con una forza insuperabile, tutto travolgendo, senza ostascoli.
Dice il moderno Cherefonte dei giorni nostri: "La liberalizzazione dei taxi farà guadagnare al consumatore 200 milioni di euro".
Sono ricco, è fatta, mi compro una villa come Berlusconi, una Ferrari come Montezemolo, una moglie giovane come Passera, direbbe il prototipo del consumatore - un poco frastornato - dell'epoca moderna. Poi si accorge che la cifra è da dividere per 60 milioni, rimangono tre euro e comunque l'ultimo taxi lo ha preso due anni fa.
Ma l'adikos logos si impone, inesorabile, irrefrenabile, munito di una invincibile forza propria che tutto travolge.
La cricca dell'adikos logos è particolarmente attiva in questo periodo ed attacca direttamente gli Stati per farli fallire.
Cosa penserebbe Aristofane se sapesse che la Grecia (moderna) per cercare di evitare il fallimento noleggia a 1.600 euro al giorno il Partenone e l'adiacente teatro di Dioniso, dove lui rappresentavale le proprie commedie?
Mah! Consoliamoci con le parole che Aristofane mette in bocca a Socrate:"Queste sono le Nuvole del Cielo, grandiose dee per tutti i perdigiorno. Esse pensieri, discorsi, concetti ci forniscono, l'arte di imbrogliare con lunga chiacchiera, sorprendere, incantare. E non sapevi, perdio, che danno da mangiare ad una folla di saccenti: indovini di Turi, guaritori, sfaccendati con zazzera, unghie ed anelli, tornitori di canti in girotondo, astronomici imbroglioni. Nutrono dei fannulloni sfaticati, che poi le cantano in musica."

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