giovedì 5 gennaio 2012

GLI ALTRI 35.500

Ero presente al Consiglio Comunale nel quale è stato approvato un ordine del giorno favorevole all'accoglimento delle proposta dell'imputato del processo Eternit. Mi è sembrato il tipico rito dei giorni nostri, con il teatrino della politica da un lato e decine, se non centinaia, di persone dall'altro, fuori dalla porta ad assistere, contestare, gridare.
Io non sono consigliere comunale, nè familiare di una vittima dell'amianto e penso di appartenere alla rimanente parte di 35.500 abitanti a Casale Monferrato che vogliono capire.
Voglio anzitutto capire se i 50 casi di nuovi tumori all'anno sono un dato che rappresenta la media normale, quindi se anche vivessi a Los Angeles o in Nuova Zelanda da questo punto di vista sarebbe la stessa cosa, oppure se vivere a Casale vuol dire rischiare la pelle un poco più degli altri.
Voglio sapere se il turista che frequenta i ristoranti del Monferrato o che si compra la seconda casa dalle nostre parti aumenta la probabilità di crepare, se l'acqua del nostro acquedotto ha a che fare, in qualche modo, con l'amianto, se chi abita da poco a Casale corre gli stessi rischi di chi ci ha abitato da tanto tempo, se il tetto di casa mia, il muro o le fondamenta sono pericolose o no per la mia salute.
Immagino già le risposte.
I dirigenti dell'Eternit diranno che non è vero niente ed è tutta ignoranza, i ristoratori diranno che sono tutte assurdità, i venditori di case nel Monferrato diranno che non c'è problema, gli esperti diranno che non è chiaro (o meglio, sembra che le risposte varino a seconda di chi paga l'esperto), tutti diranno che sono ignorante e disinformato.
Ma esigo che:
- lo Stato mi dica come stanno veramente le cose;
- lo Stato spenda il dovuto per farmi vivere in un luogo sicuro.
Il problema se prendere o meno i soldi del risarcimento non è il problema principale.
Le favolette, le mezze verità, le cose non chiare hanno già provocato troppi morti ed i prossimi saranno tra i 35.500 che quella sera in Comune non c'erano.

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